Andy normanAl teatro San Paolo va in scena Andy & Norman, scritta da Neil Simon con la regia di Marco Cavallaro.

Andy (Mario Antinolfi) è l’agente di Norman (Marco Cavallaro), talentuoso ma svogliato scrittore per riviste e sceneggiature per film porno, in procinto di terminare il suo primo musical. La situazione economica non è delle migliori dato che gli articoli vengono scritti a rilento, perciò, non avendo i soldi per l’affitto, Andy è costretto ad uscire in continuazione con la padrona di casa che minaccia di sfrattarli. D’improvviso l’arrivo di una nuova vicina, Sophie (Ramona Gargano), fa perdere letteralmente la testa a Norman; sarà il profumo della giovane americana a bloccare totalmente la sua vena creativa, tanto da perseguitarla in casa e seguirla a lavoro, nonostante fosse già promessa in sposa a un marine americano. Ahimè la vita gioca brutti scherzi e Sophie si “arrapa” di Andy. Qui iniziano ripicche, minacce di abbandono, comici scontri dialettici e fisici, fino ad arrivare a un “quasi lieto” fine.

La trama è lineare, così come la caratterizzazione delle persone e dei luoghi, ma gioca molto sulla freschezza dei dialoghi, delle gag, degli scherzi e delle battute caustiche tra gli attori coinvolti, tutti presi delle proprie realtà emotive, a volte nevrotiche ai limiti dell’ossessione. Lo spettacolo è concentrato sulla frenesia dei dialoghi, scambi di battute ben coordinati, con qualche piccola incertezza nella foga espressiva ma sia Cavallaro e Antinolfi sono perfettamente nel ruolo e si muovono bene durante i loro accesi e comici dibattiti, come del resto anche la sensuale controparte femminile con il suo italiano forzato da cadenze anglofone, che mostra versatilità sia nelle scene sobrie da vittima che in quelle da cacciatrice carnefice. Essendo riadattato ai giorni d’oggi i costumi sono semplici della vita di tutti i giorni (Marco Maria della Vecchia) e la scenografia molto semplice (a cura di Attori & Company), un salotto disordinato di un semi-interrato, un divano al centro, una libreria a sinistra e il tavolo delle scrittore sulla destra. Due porte permettono ai personaggi di spostarsi da un ambiente all’altro e uscire/entrare di scena in continuazione, rendendo la narrazione così fluida da poter considerare due scene, ovvero quelle sancite dai due atti, sempre con focus centrale, tale da minimizzare l’uso delle luci.

Fonte d’ispirazione per l’omonimo film, più volte riadattata a teatro, tra cui la storica versione di Zuzzurro (Andrea Brambilla) e Gaspare (Nico Formicola) del 1986, è uno spettacolo d’intrattenimento leggero, frizzante e destinato a un pubblico di tutte le età, con questo riadattamento in chiave moderna che punta alla comicità delle situazioni e rivalità in amore dei due interpreti maschili.

In scena fino al 26 ottobre 2014.

Marco Lelli