15889[1]Al Teatro Vittoria di Roma è andato in scena Casa dolce casa, spettacolo di teatro acrobatico e opera di Marcello Chiarenza ed Alessandro Serena, proposto dalla compagnia dell’Europa dell’Est KaraKasa Circus su musiche di Carlo Cialdo Capelli.

Lo spettacolo e’ il frutto di un progetto transculturale dedicato agli homeless, i milioni di senza tetto che abitano il pianeta. Gli oggetti abbandonati diventano scenografia e si materializzano magicamente davanti agli occhi incantati degli spettatori. Ombrelli lanciati al cielo spargono luce e foglietti di carta, bottiglie vuote di detersivo s’illuminano per un lampadario tra i rami, da povere pentole esce la luce delle pietanze fatte di nulla: uno sgangherato angolo di mondo, in cui palle di neve, bottiglie e topi diventano attrezzi da giocoliere.

Il cast artistico è composto da otto attori tra clown, acrobati, equilibristi e giocolieri, provenienti dall’ Italia e dall’ Europa dell’Est: Polonia, Romania e Ungheria. Portano il bagaglio delle esperienze più disparate: il teatro, l’arte di strada, il circo sociale, le discipline sportive. Artisti eccezionali che presentano le loro straordinarie abilita’ e ci accompagnano in un mondo fatto di comicità surreale e trasognata.
Ed è proprio uno di loro ad iniziare lo spettacolo, scendendo tra il pubblico a vendere a prezzi stracciati topi (ovviamente di stoffa) e  programmi dello spettacolo personalizzati, che gli spettatori si possono scambiare a fine lettura, ma sono solo pezzi di giornali stracciati.

Il coinvolgimento del pubblico rimane il filo conduttore costante di tutto lo spettacolo, facendo sentire alle persone presenti  in sala che la dolce casa può essere anche in una discarica, dove gli oggetti scartati trovano nuova vita e gli uomini una diversa fratellanza.

Altra costante dello spettacolo è lo spirito slavo, assecondato da musiche balcaniche che ricordano Bregovic.  Si respira una  velata malinconia fatta di dettagli e sillabe poetiche da cercare nel minimo, nel poco, nell’impalpabile ma anche un’incontenibile gioia di vivere, perchè i nostri senza tetto giocano sul  disequilibrio del mondo e sul difficile equilibrio della vita e ne escono vincitori perchè imparano anche ad essere felici con nulla. Così anche lo spettatore torna a casa con un sorriso.

I prossimi spettacoli si terrano  l’8 e 9 marzo al Gustavo Modena di Genova.

Silvana Reale