Il 23 giugno scorso, presso il Teatro Olimpico s’è tenuta la conferenza stampa per presentare la  stagione 2020/21.

Il Teatro è stato una delle vittime illustri della pandemia e la voglia di ricominciare fluttua per la sala attraverso gli interventi degli artisti e dei rappresentanti dell’Olimpico.

Nessuno nasconde le cicatrici emotive, che questo lungo periodo di isolamento, rinuncia al quotidiano ed ansia per la salute, ha lasciato su ognuno di noi; gli attori raccontano lo spaesamento di fronte ad una sala dimezzata ma anche la voglia di essere in scena con entusiasmo.

Alla conferenza sono presenti Maurizio Battista, Uccio de Sanctis, Francesca Reggiani, Antonello Costa, Vincenzo Salemme ed altri: a rotazione sono intervenuti sul palco per presentare il proprio spettacolo e condividere riflessioni ed emozioni legate al ritorno in scena.

Battista ha aperto la conferenza, con la sua verve e le sue battute fulminanti, presentando Che paese è il mio paese, in scena fino al 4 luglio, per poi tornare sul palco del rinomato teatro capitolino dal 14 dicembre 2021 con A modo mio.

Lo spettacolo estivo  del comico romano è una sorta di apripista per l’Olimpico, la cui stagione riparte poi il 14 ottobre 2021 con Duum- il salto verso la bellezza dei Sonics, compagnia acrobatica.

Il 19 ottobre, è il turno di Antonello Costa  con Gran Casino’ per poi proseguire in un calendario,  con un sapiente mix di generi.

Ai noti interpreti comici – oltre Battista, Costa, Reggiani, Salemme, De Sanctis, vi saranno sul palco Riccardo Rossi, i veterani dell’Olimpico Lollo & Greg – il Teatro Olimpico dedica spazio alle compagnie di danza, come il Russian Classical Ballet con lo Schiaccianoci e la Parson Dance di Parson; alla magia ed ai giochi di prestigio di Supermagic, alla sua diciottesima edizione; alla musica con Shine Pink Floyd Moon curata dalla band Pink Floyd Legend; fino all’arte con Vittorio Sgarbi con Dante Giotto.

Una stagione ricca e sfaccettata all’insegna della rinascita dalle ceneri di un lungo inverno simbolico, nel rispetto delle norme, come la capienza stessa ridotta e tutte le procedure di sicurezza per il Covid, e un atto di fede e coraggio da parte del Teatro Olimpico che si fa portavoce delle istanze del Teatro in un momento così difficile.

Roberto Cesano