“Non esiste grande genio senza una dose di follia”. Aristotele.
Genio e sregolatezza è in scena, in prima nazionale, alla Sala Umberto di Roma dal 13 al 25 marzo. Claudio Forti ha scelto per interpretare il suo testo Giuseppe Pambieri, il quale ha curato anche la regia, e Lia Tanzi.
Questo testo, scritto appositamente per loro, cerca di confondere i piani della recitazione con quelli della realtà aggiungendo nuovi piani culturali alla storia di Edmund Kean, il grande attore dell’epoca elisabettiana. Non a caso, quindi, al famoso monologo già interpretato in passato da grandi attori, si sono aggiunte figure femminili interpretate da Lia Tanzi.
Lia come balia, Lia come coscienza, Lia come amante. Fragile, determinata: Donna.
Giuseppe Pambieri, entra ed esce da Kean per vestire i panni di personaggi Shakespeariani come Amleto, Riccardo III, Lear, Otello.
Kean è concepito come uomo ambizioso, amante della gloria tanto da diventare megalomane e paranoico.
La scenografia è semplice: uno scranno regale, un piedistallo, un boccione di vino e un baule aperto, dal quale vengono recuperati gli accessori e i costumi di scena. Baule come scatola di ricordi che prendono vita. Ricordi di fame, miseria, disperazione, gloria.
Tutto lo spettacolo oscilla sul filo di una nevrosi di fondo del personaggio, in cui emerge l’animo tormentato di Kean, che proprio con il suo genio e la sua sregolatezza passerà alla storia. Ed è proprio il lato umano che convince di questo testo, oltre alla prova d’attore di Giuseppe Pambieri.

                  

Olimpio Pingitore