IMG_2143Lo scorso fine settimana il Teatro Brancaccio ha ospitato il debutto nazionale del nuovo musical drama intitolato l’ultima strega, diretto da Andrea Palotto ed ispirato alla storia vera di Anna Goeldi, l’ultima donna condannata a morte in Europa per stregoneria nel 1782 e poi riabilitata solo nel 2008 dal tribunale cantonale di Glarona.

Il sipario si apre ai nostri giorni, nella notte di Natale, nell’ ufficio di una redazione, dove il direttore ha chiesto a due giornalisti di scrivere un articolo prima di poter abbandonare la loro scrivania e immergersi nell’ atmosfera natalizia. Le idee per un pezzo accattivante e interessante scarseggiano, ma è un libro aperto per caso a dar loro l’ispirazione, catapultandoli insieme al pubblico a Glarona, in Svizzera, nel lontano 1782, dove si svolge la particolare storia della protagonista del libro, Anna Goeldi. Da quel momento comincia la loro singolare e appassionante avventura ed è tutto un andare a ritroso nel tempo per ricostruire la cronologia dei fatti accaduti nel piccolo paese svizzero, da quando arriva Anna, interpretata da una brillante e misteriosa Valeria Monetti, nella casa del giudice Tschudi, interpretato da un affascinante e determinato Cristian Ruiz.

La storia di ieri si intreccia a quella di oggi, attraverso un magistrale gioco di incastro tra fatti reali o creduti tali, dove chi racconta e chi inventa rimane a sua volta intrappolato nella trama, complici le suggestive e melodiose musiche di Marco Spatuzzi, interpretate da un’orchestra diretta dal mastro Andrea Scordia.

Una storia semplice e ben congeniata, che accompagna lo spettatore e lo guida attraverso i misteri e gli intrighi man mano svelati, attraverso l’’interpretazione dei meravigliosi protagonisti e le voci dei cori, che hanno ammaliato il pubblico in sala. Accanto ai due splendidi protagonisti, da apprezzare la recitazione ancora un po’ immatura di Debora Boccuni, che interpreta l’adolescente Klara, e quella del simpaticissimo Gerry Gherardi, che interpreta Leopold.

Un cast affiatato e magistralmente diretto ed una trama avvincente hanno restituito l’idea di una storia senza tempo, in cui l’autore ha saputo fondere passato e presente, alternando momenti di grande pathos a momenti di brillante comicità. Uno spettacolo che coinvolge e appassiona, emoziona e commuove, fa ridere e piangere, dando ampio spazio ai sentimenti più puri e alle emozioni più semplici, in un paio di ore in cui entusiasmo e freschezza scaldano il cuore di tutto il pubblico.

In scena anche a Milano , al Teatro Nuovo il 21 ed il 22 settembre 2013.

Claudia Belli