unpomeno1La regia e l’attenzione ai dettagli di Fabio Zito hanno confezionato in poco più di un’ora, Un po’ meno, uno spettacolo brillante, divertente, a tratti surreale, per il quale non ci si stanca mai di ridere e sorridere.

La trama è tutta improntata alla ricerca di nuovi personaggi da far entrare nel mondo dello spettacolo, per cui l’ormai anziano casting director Pippo Calippo è il personaggio chiave ai fini della sorte degli aspiranti attori, in merito alla possibilità di essere presi oppure scartati.

L’idea di raccontare in forma di parodia ciò che accade durante i provini cinematografici è alquanto originale, in quanto, con molta ironia e grazie alla bravura di Marco Trabucchi nell’ interpretare il personaggio di Pippo Calippo, emerge piano piano durante lo snodarsi dello spettacolo quello che solitamente tutti noi siamo portati inconsciamente a pensare, e cioè che la bravura non sembra proprio essere il requisito essenziale per entrare nel mondo del cinema.

Il casting director, utilizzando un’ottima mimica facciale molto marcata, ricorda spesso il suo passato come scopritore di talenti, evidenziando che anche lui è passato negli anni dall’infornare il pane come panettiere al mondo dei casting, e che quindi tutti possono essere in grado di esprimere il loro talento. Ma allo stesso tempo Pippo Calippo risulta essere sempre molto critico nei confronti dei due aspiranti attori, quasi mai soddisfatto delle loro performance. Il modo assurdo e surreale di porre domande, di fare continui riferimenti al suo passato, gli sguardi interrogativi verso di loro, il volersi trattenere dal dire quello che veramente pensa, anche se poi ovviamente non ce la fa a trattenersi e lo esprime sempre in maniera molto garbata, creano un’atmosfera del tutto irreale e molto divertente, che non fa trattenere le risate allo spettatore.

L’inizio dello spettacolo è un po’ lento, ma poi il crescendo delle gag e delle situazioni rende la trama alquanto scorrevole, piacevole nello snodarsi fino all’ apoteosi finale, che risulta essere il punto più bello dello spettacolo, e cioè quando l’aspirante attore marchigiano, anche qui molto divertente nel giocare con l’accento linguistico, interpretato da Simone Beccatonda, riesce a coinvolgere durante il suo provino non solo gli spettatori, ma anche l’incredulo Pippo Calippo.

Insieme a Trabucchi e Beccatonda hanno recitato Arianna Luzi, nell’altro ruolo di aspirante attrice, Patriza Campanile che interpreta il ruolo della regista e ovviamente Fabio Zito nel ruolo di aiuto assistente al casting director.

La morale da cogliere sembra essere il consiglio a non essere mai sui generis, ma cercare di far valere sempre le proprie capacità.

In scena al Teatro Millelire fino al 15 settembre.

Giuseppe Prodomo