serata genetDal 28 novembre al 1° dicembre 2019, all’interno di uno dei spazi teatrali sperimentali della capitale, lo Spazio Diamante, va in scena Serata Genet: un dittico composto da Splendid’s e Stretta Sorveglianza, entrambi dello scrittore e drammaturgo che L. F. Celine definì, assieme a egli stesso,  il più grande scrittore francese del ‘900.

Il progetto visivo e la regia delle pièce è di Gianluigi Fogacci e Alessandro Averone, rispettivamente.

Fa veramente piacere vedere finalmente in scena due dei lavori meno conosciuti dell’autore di Le Serve e Il Balcone: In Splendid’s – opera pubblicata postuma nel 1993, a sette anni dalla scomparsa dell’autore e che egli  aveva dichiarato d’aver distrutto-  nel 1952, una banda criminale francese – Rafael – che ricorda i gangster americani, si è barricata al settimo piano dell’hotel francese Splendid’s uccidendo una giovane donna figlia di un miliardario americano.

Circondati dalla polizia e sollecitati da un poliziotto che ha tradito la sua  sponda per arruolarsi nella criminalità della Rafael, le dinamiche cominciano a evolversi rapidamente e la banda inizia una lenta – e non troppo allegorica – danza con la morte e il ritorno in galera.

Anticipando la direzione del  primo e unico film di Genet, Un Chant d’Amour– sviluppa le narrative personali e psicologiche di tre prigionieri che condividono la stessa cella: Occhi verdi, condannato alla ghigliottina per aver ucciso una donna e Maurice e Lefranc condannati per crimini minori e innamorati della moglie di Occhi verdi.

Maurice riverisce Occhi verdi mentre Lefranc odia Maurice e finge il suo disprezzo per Occhi verdi preferendo Palla di Neve, un prigioniero anch’egli condannato alla pena di morte e, assieme a Occhi verdi, considerato il re della prigione.

Dinamiche che nascono dall’odio, dal forte erotismo, dalla solitudine (soprattutto quella di Occhi verdi che si prepara ad affrontare la morte) si intrecciano e interagiscono durante tutta l’opera facendone il lavoro che preparerà Genet alla maturazione drammatica con i lavori più conosciuti.

Gli attori e le scene – semplici ma efficaci – impostano subito il pathos, trascinando il pubblico all’interno dei luoghi dell’azione e continuano a costruire il climax durante tutto lo spettacolo sebbene gli attori si perdano un po’ all’interno dei loro personaggi, che a volte appaiono leggermente statici e impostati.

In generale però, le prestazioni dimostrano un buon possesso dello spazio, coordinando bene una mimica consistente con il logos della trasposizione.

Le regie sono molto adatte e stimolanti, seppur avrebbero potuto ingegnarsi di più sulle dinamiche psico-omoerotiche – velate e non – dei personaggi, inspirandosi magari alla vita dell’autore.

Serata Genet è andato in scena dal  28 novembre al 1° dicembre 2019.

Fabrizio Funari