In scena presso il Globe Theatre- S. Toti- una delle opere più conosciute di William Shakespeare: Il Sogno di una notte di mezza estate per la regia di Riccardo Cavallo, con adattamento di Simonetta Traversetti.

La vicenda è nota: ad Atene, si stanno per celebrare le nozze di Teseo ed Ippolita, quando questi e’ chiamato a giudicare il caso di Ermia, una fanciulla ateniese che vuol sposare Lisandro e non Demetrio, l’uomo voluto da suo padre.

Demetrio e’ anche l’oggetto dell’amore di Elena, amica di Ermia.

Quando Teseo sancisce che Ermia  deve sottostare alla volontà paterna, la giovane escogita una fuga con l’amato Lisandro, e si confida con Elena, che decide di rivelarlo a Demetrio, per vendicarsi dei suoi rifiuti.

Nel frattempo, nei boschi di Atene, Oberon e Titania, sovrani delle Fate, si contendono un giovane paggio, che il re di Faerie vorrebbe per se’, ma la consorte si rifiuta fermamente di cederlo.  

Oberon, irritato, decide di vendicarsi della fata moglie ed assolda lo spiritello Puck per stregarla e costringerla a lasciargli il giovinetto desiderato.

Intanto in quegli stessi boschi, Ermia e Lisandro fuggono, inseguiti da Demetrio ed Elena, mentre una compagnia teatrale di scalmanati dilettanti vuol portare alle nozze di Teseo il dramma Piramo e Tisbe, provando lontano dalla città.

A causa delle macchinazioni di Oberon e degli errori di Puck tutti i personaggi saranno coinvolti in una notte di delirio e suggestioni, tra scambi di coppie, mutazioni mistiche, e incidenti fino all’alba, che scioglie ogni incantesimo e spinge il popolo fatato verso Faerie.

Opera tra le più citate ed amate del Bardo, è stata trasposta in miriadi di modi e Cavallo ha scelto un adattamento classico, ma che vira ad accentuare gli aspetti più comici e grotteschi della trama per conquistare il pubblico e farlo sorridere.

Il limite di questa versione è appunto la virata macchiettistica scelta, che si sovrappone all’aspetto più immaginofico ed onirico del testo originale, ma il pubblico ne e’ stato conquistato, tuttavia.

Le scene di Silvia Caringi e Omar Toni e le luci di Umile Vainieri restituiscono l’atmosfera fiabesca ed incantata del Sogno; un’opera dalle molteplici chiavi di lettura tra cui quella meta-teatrale della messa in scena, ai colti rimandi alle Metamorfosi di Ovidio e alla tradizione fantastica anglosassone, sino alle consuete dissertazioni shakespeariane sulla natura del sentimento amoroso.

Il cast si presta bene a tale adattamento, divertendo la sala.

In scena sino al 23 agosto.

Roberto Cesano