Lunedì 1 e martedì 2, il maestoso palco del Teatro dell’Opera di Roma, già Teatro Costanzi, ha ospitato il corpo di ballo, orchestra e coro del Teatro dell’Opera di Astana, la capitale del Kazakistan che da quest’anno si chiamerà Nursultan, per la messa in scena– in un imperdibile appuntamento capitolino – del balletto Spartacus.

Composto nel 1954 da Aram Khachaturian e messo in scena per la prima volta nel 1956, con una coreografia di Leonid Yakobson nell’allora Leningrado, Spartacus debuttò successivamente con successo al Bolshoi di Mosca nel 1958 con le  coreografie di Igor Moiseyev; fu, tuttavia, la  produzione del 1968, coreografata da Yuri Grigorovich a consacrare Spartacus nel repertoire del balletto del ‘900 russo – prominente soprattutto nella programmazione del Bolshoi.

Il libretto, dunque la coreografia, in 3 atti (12 scene) è basato su una novella dello scrittore e patriota italiano Raffaello Gionagnoli , con il copione di Nikolai Volkov.

Spartacus narra le vicende del re tracio il quale, sconfitto e imprigionato assieme alla moglie dal console romano Crasso, incita e guida gli altri schiavi alla rivolta.

Una volta però liberata la moglie, divenuta concubina di Crasso, Spartaco viene perseguitato dal console e, dopo una serie di scontri che tengono incollati alla sedia, ucciso dall’esercito romano.

La potente musica – russa – di Khachaturian fa emozionare dalla prima all’ultima scena. Il corpo di ballo si destreggia agilmente e con tecnica nelle spettacolari coreografie di Grigorovich.

Uno spettacolo incalzante: una sintesi artistica strabiliante, dove il giovane protagonista Bakhtiyar Adamzhan offre una prestazione magnifica, atleticamente e tecnicamente impeccabile.

Le scene e i costumi curati da Simon Virsaladze, già dalla prima scena, incantano e trasportano lo spettatore in un’altra epoca, possedendo il gusto nostalgico delle grandi produzioni hollywoodiane sull’antica Roma degli anni ’60 e ‘70.

Le luci di Alexey Perevalov si sposano bene con la scena e seguono eterei i movimenti dei ballerini senza disturbare.

Sorprendente ed emozionante, Spartacus è un appuntamento imperdibile per gli amanti del balletto ma non solo.

Fabrizio Funari