A teatro Piccolo Eliseo va in scena Spoglia-toy diretto da Luciano Melchionna, con testi dello stesso regista  e Giovanni Franci.

Una famosa squadra di calciatori di serie A è riunita in uno spogliatoio piccolo e maleodorante, luogo per raccogliere idee, ricevere direttive e iniziare confronti costruttivi.

Qui l’allenatore è il severo Mister che sprona i suoi a dare il meglio; ricostruisce la situazione attuale del calcio, il rapporto con la società, delle tifoserie e dei giocatori o per meglio dire i Gladiatori, incitandoli ad essere risoluti fino alla fine in quanto ormai il calcio non è solo uno sport ma una religione da seguire, che non fa sconti a nessuno.

Il calcio è bastardo, il Pallone il vero Dio e i soldi la meta.

Prima dell’inizio della partita, i calciatori hanno un attimo per riprendersi, ricostruire la propria vita e prepararsi alla battaglia in campo: iniziano così undici monologhi in cui gli attori si mettono a nudo, in tutti i sensi, confessano i propri sogni e il loro passato prima di tornare ad essere ciò che la gente vuol vedere ovvero dei bambolotti  in mostra che rilasciano autografi.

Eppure diventa necessario creare una terza dimensione da associare a quella della figurine dell’album da collezione; persone che cercano la propria libertà nel gioco del calcio, oltre gli eroi da acclamare e pupazzi creati ad arte.

Uno spettacolo molto originale e movimentato per gli attori ma anche per gli spettatori, che si spostano di stanza in stanza seguendo il proprio calciatore di riferimento: si creano così molti palchi scenici individuali.

I costumi sono estremamente semplici, a volte assenti essendo uno spogliatoio, ma le scene di nudo non sono volgari e danno un retrogusto voyeristico tutto al maschile che rafforza la naturalezza dei monologhi.

Il numeroso cast è credibile nei movimenti, si distribuisce bene tra i vari ambienti ed è efficace soprattutto nel tono colloquiale e di fratellanza usato, anche grazie alla consulenza sportiva di Sebastiano Gavasso.

La durata è breve, i monologhi sono veloci ma a volte si ha l’impressione che alcuni pezzi vengano aggiunti come filler per aumentare il tempo concesso a uno spettacolo, che brilla di piccole chicche, citazioni e aforismi, di cruda e oggettiva realtà del calcio contemporaneo, ma a volte anche di argomenti inflazionati e luoghi comuni.

Un mix di sensazioni contrastanti, tantissima energia in uno spettacolo dinamico e innovativo con una recitazione e ambientazione itinerante.

In scena fino al 26 maggio 2019.

Marco Lelli